Home > Acli

ACLI Avellino

acli avellino: logo acliLe ACLI, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, sono un'associazione di laici cristiani che, attraverso una rete di circoli, servizi, imprese, progetti ed associazioni specifiche, contribuisce da più di 60 anni a tessere i legami della società, favorendo forme di partecipazione e di democrazia.
Giuridicamente, le ACLI si presentano come una "associazione di promozione sociale": un sistema  diffuso e organizzato sul territorio che promuove il lavoro ed i lavoratori, educa ed incoraggia alla cittadinanza attiva, difende, aiuta e sostiene i cittadini, in particolare quanti si trovano in condizione di emarginazione o a rischio di esclusione sociale.
Come soggetto autorevole della società civile organizzata, le ACLI sono protagoniste nel mondo del cosiddetto "terzo settore": il volontariato, il non profit, l'impresa sociale.

L'impegno associativo e di servizio delle ACLI, dalla loro costituzione (1945) ad oggi, si è andato diffondendo anche fuori dai confini nazionali. Attualmente, l'Associazione è presente in quasi 30 Paesi nel mondo, con esperienze antiche ed iniziative nuove. Dalla tradizionale e sempre viva presenza lungo le strade dell'emigrazione italiana (dall'Europa al Sudafrica, dall'America del Nord a quella del Sud, per finire all'Australia), alle numerose e ormai consolidate esperienze di gemellaggio, cooperazione e promozione sociale in Brasile, in Argentina, nei Balcani (Kosovo, Bosnia Erzegovina, Albania), e in Africa (Kenya e Mozambico).

Origini ACLI AVellino

Il primo convegno svoltosi dal 26 al 28 agosto 1944 a Roma, salone dei Domenicani, presso la basilica di Santa Maria sopra Minerva, è considerato l'atto di nascita delle ACLI (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani). Il comitato promotore delle stesse, infatti, presenta in questa sede il lavoro compiuto per definire fisionomia, compiti, struttura delle nuove associazioni ed ottiene il via libera per passare alle concrete iniziative organizzative, trasformandosi in commissione centrale provvisoria.
Non c'è base documentale all'ipotesi che a questo convegno abbia partecipato qualche rappresentante laico della diocesi di Avellino, anche se la presenza di un Vescovo attivo ed illuminato, Mons. Guido Bentivoglio, alla guida della diocesi stessa ci induce a pensare in senso positivo.

E’ storicamente certo, comunque, che la componente dei dirigenti sindacali meridionali d'ispirazione cristiana, guidati da Colasanto, fu molto attiva nei lavori del momento fondativo delle ACLI, portando l'esperienza e il protagonismo della ricostruzione a Napoli e in altri contesti territoriali campani delle leghe bianche prefasciste. I lavoratori cristiani irpini, già dai primi mesi del 1945, con il forte impulso pastorale dello stesso Mons. Guido Bentivoglio, si attivano per costituire anche nella provincia di Avellino le Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani per assicurare ai lavoratori cristiani una presenza attiva e significativa sul piano sociale, culturale ed umano, nonostante le non poche difficoltà del momento storico. Il primo documento certo, disponibile presso l'archivio storico delle Acli di Avellino, che segna la nascita delle Acli Irpine è una lettera del 23 dicembre 1946 del segretario centrale delle Acli Nazionali, Dino Penazzato, indirizzato all'Avv. Giovanni Lenzi, presidente provvisorio del Comitato Provinciale delle Acli di Avellino, promosso dall'ordinario diocesano.
Con questa lettera Dino Penazzato assicurava di aver "ricevuto la segnalazione dell'incarico al Prof. Eleno Manganelli di organizzare le Acli nella provincia di Avellino" e pregava "allo scopo di stabilire le basi di un proficuo lavoro, che provvediate alla costituzione di un comitato provinciale delle Acli, anche ristretto, del quale facciano parte gli amici più attivi nel campo sindacale e sociale, il quale potrà assolvere più efficacemente le varie esigenze delle Acli e la cui collaborazione renderà più feconda la Sua opera come Presidente e l'incarico organizzativo del prof. Manganelli Eleno. Restiamo in attesa della segnalazione dei nominativi del Comitato Provinciale, per definire la misura del nostro aiuto".
Fu dato sollecito riscontro alle indicazioni di Penazzato con la costituzione di un Comitato Provinciale provvisorio così composto: Avv. Giavanni Lenzi presidente, Dott. Giovanni Di Sapio - vice segretario DC, Angelo Iannuzzi della camera del lavoro - Dott. Vincenzo La Nunziata dei coltivatori diretti - Giovanni Tozza agricoltore e Don Guido Baratta assistente ecclesiastico.
L’anno 1947 fu l'anno del radicamento delle Acli nella realtà ecclesiale e sociale dell'Irpinia, ma soprattutto l'anno del radicamento dei lavoratori cristiani in molti comuni della provincia attraverso l'aiuto delle parrocchie e l'impegno di figure significative del laicato cattolico e sociale irpino.
Gli aiuti concreti furono preziosi nei vari campi del tessuto socio-economico provinciale: agricoltura, artigianato, pubblico impiego, formazione professionale.
Si trattò di un programma di promozione sociale per guadagnare la fiducia della gente a fronte di un disastro totale causato dalla guerra, cominciando a porre le prime e rudimentali basi per una ricostruzione morale ed economica i cui sforzi appartengono, ormai, alla storia stessa della nostra rinascita nazionale.

Questo cammino non facile, soprattutto nella nostra Irpinia fu contrassegnato dalla presenza incisiva del movimento aclista delle origini e dal generoso sforzo dei suoi dirigenti che ne hanno sostenuto lo sviluppo: Giovanni Lenzi, Mons.Guido Bentivoglio, Antonio Capaldo, Eleno Manganelli, Alfredo Amatucci, Salvatore Scoca, Mons. Luigi Barbarito e di tanti altri, di cui si parlerà nel delineare i momenti storici successivi delle Acli irpine, protagoniste di frontiera dello sviluppo democratico della nostra provincia.

Gerardo Salvatore

Organi collegiali

Servizi

Statuto ACLI